Pubblicità ed e-Commerce

La pubblicità è la parte strategica più importante di un e-commerce.

Come nel “local marketing” (il marketing dei negozi fisici per indenderci) la localizzazione è fondamentale perchè definisce il primo livello di visibilità dell’attività commerciale, nello stesso modo per l’e-commerce la pubblicità definisce la visibilità e quindi l’esposizione al pubblico dell’offerta.

Non ha nessun senso investire in persone, tecnologie, creatività, senza un adeguato budget pubblicitario.

Troppa pubblicità

Diverse ricerche nel passato hanno cercato di misurare il numero medio di esposizioni pubblicitarie giornaliere per un individuo. Per darvi un’idea in città le stime variano da 3000 a 15000 messaggi al giorno per ogni persona.

Al di la del numero che varia per diversi fattori, possiamo sicuramente affermare che ogni persona viene esposta da moltissimi messaggi pubblicitari ogni giorno, sarà diversa la situazione di chi vive in campagna da chi vive in un centro densamente abitato, ma poco importa.

L’effetto finale è ogni individuo automaticamente filtra la maggior parte della pubblicità, quasi non la vede.

Pubblicità Inutile

L’elevatissima pressione pubblicitaria (in continua crescita) ha portato le persone ad adottare dei sistemi di filtraggio automatici, che ci fanno ignorare la maggior parte della pubblicità. Quindi il rischio di buttare i soldi è reale. Come possiamo evitare di sprecare risorse?

1° Rilevanza 
Più la pubblicità è rilevante per chi la guarda e più sarà efficace
Scegliere il target giusto è fondamentale

2° Interesse
Sucitare interesse, messaggio e creatività vanno testati ad hoc.

2° Frequenza
Visto il livello di pressione pubblicitaria anche la frequenza di esposizione conta. Leggete il prossimo paragrafo…

Quanti messaggi pubblicitari servono?

Quanti messaggi pubblicitari deve vedere una persona per passare dal menefreghismo totale ad una considerazione d’acquisto? In media servono 9 esposizioni. Non male, ma solo 1 messaggio su 3 riceve l’attenzione dell’utente. Quindi per arrivare a 9 esposizioni servono ben 27 impressions (o visualizzazioni di pubblicità).

Immaginiamo questo processo ipotizzando 1 utente e una campagna banner:

5 impressions:  l’utente presta attenzione a 1 solo messaggio. risultato= zero
10 impressions: l’utente ha prestato attenzione 3 volte al messaggio. risultato=zero
15 impressions: l’utente ha prestato attenzione 5 volte al messaggio. risultato=zero
20 impressions: l’utente ha prestato attenzione 6 volte al messaggio. risultato=zero
25 impressions: l’utente ha prestato attenzione 8 volte al messaggio. risultato=zero
30 impressions: l’utente ha prestato attenzione 27 volte al messaggio. risultato=acquista

Cosa succedeva in questa ipotesi se la campagna si fosse fermata dopo 15 impressions? Sono ben 5 volte in cui l’utente presta attenzione se non ha comperato non è interessato, ci fermiamo! O magari per i più insistenti arriviamo a 20, ma ancora nulla. E’ evidente che solo i più costanti arriveranno alle 9 esposizioni necessarie per ottenere l’acquisto di questo utente.

Dalla teoria alla realtà

La realtà è un po’ più complessa, ma per il commercio elettronico abbiamo il vantaggio che tutto è misurabile fino all’acquisto. quindi possiamo individuare velocemente le campagna che funzionano meglio di altre perchè  pur rimanendo validi i dati sopra riportati, sono comunque dati calcolati come valore medio e ci saranno sempre vendite prima delle 9 volte che prestiamo attenzione e anche dopo naturalmente.

 

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